Strambotico ” Spagnoli famosi che hanno fondato una festa e non hanno mangiato un colin

Spagnoli famosi che hanno fondato una festa e non hanno mangiato un colin

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Strambotico

E’ ufficiale: Risto Mejide ha annunciato a Cuatro che crea il suo partito politico: PNLH, Peggio non lo faremo.E’ un gioco serio o uno scherzo in prima serata da parte dell’istrionico pubblicista? A quanto pare, prima le prime cose, secondo il metodo quattro punti del programma elettorale (ad esempio) pubblicato dal PNLH. Sia come sia, la prognosi per la partita ai sondaggi è la seguente: patata zeroCome lo sappiamo? Molto facile, per esperienza.

Questi professionisti del mondo dell’economia, dello sport o della cultura che videro nella loro fama il perfetto trampolino di lancio per le alte sfere di potere. E una volta lì, a fare e disfare come gli pare. O cosi’ speravano. Uno dopo l’altro sono caduti nelle grinfie della corruzione o sono stati sconfitti prima di raggiungere il loro obiettivo. Jesús Gil, José María Ruiz-Mateos, Mario Conde, Francisco Correa….. Sono stati tutti dietro le sbarre. Ma non sono le uniche celebrità che si sono buttate nell’arena politica e sono finite come Manolete: sono inoltre Toni Cantó, Yola Berrocal o Joan Laporta.che non sono stati né imprigionati né estratti dalle casse pubbliche senza autorizzazione (almeno, per quanto è noto).

Andiamo, c’e’ tutto. Alcuni mettono la loro popolarità al servizio dei cittadini, come ad esempio Pablo Iglesias (Possiamo); altri lo usano per esercitare pressioni sul partito che un tempo era il loro partito, come ad esempio Ortega Lara (Vox); e altri sono semplicemente impresentabili o cercano di prenderli in giro, come protagonisti della nostra storia.

Yola

Cosa tiri più di due carri? Un’urna

C’è stato un tempo in cui, a Marbella, tutto ne valeva la pena. È l’unica spiegazione logica del tentativo di candidatura di Yolanda del Prado Pascual Berrocal, meglio conosciuta come Yola Berrocal o la ragazza del padre televisivo Apeles. Dopo il suo sfortunato idillio con musica erotica festosa nella “Sex Bomb” e con le sue esuberanti protesi mammarie su riviste e set, il busto per eccellenza del colorín patrio ha deciso di candidarsi come sindaco di Marbella alle elezioni comunali del 2007 con il suo stesso partito: el YIL (Yola Independiente Liberal)una parodia dell’agonizzante GIL, la cui storia d’amore con le casse pubbliche che abbiamo già realizzato in queste righe.

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Sotto il motto “Marbella, perché YOLA vale la penaIl programma elettorale di Berrocal era alla pari con quello che ci si poteva aspettare da una persona come lei. In sostanza, Yola ha voluto riempire Marbella di glamour e bellezza. Come? Creando premi per l’immagine e la somiglianza degli Oscar, installando palestre sulle spiagge e – attenzione! – sostituendo il dipartimento della salute con il dipartimento di bellezza, salute ed estetica, da cui sovvenzionare gli interventi chirurgici che avevano fatto tanto bene alla sua carriera (e tanti danni alla schiena).

Per la vergogna dei “lettori” di Interviu a Marbella, la candidatura di YIL è crollata prima ancora di arrivare alle elezioni, i cui risultati non lasciano traccia del partito al potere. avrebbe inondato la zona di silicone..

ruizmateos

La panacea contro la disoccupazione

Quando il governo ha espropriato Rumasa, il castizo ‘Superman’ ha dovuto fare qualcosa, e non poteva pensare a niente di meglio che fondare un partito politico. Ebbene, sì, ha escogitato molte altre buffonate, come simulare la sepoltura di Miguel Boyer (che era ministro dell’Economia, anche se lo conosci da Preysler), entrare nei tribunali con una croce sulla schiena, travestirsi da prigioniero o da pirata….. Ma la più assurdamente brillante delle sue idee era senza dubbio il Partito del lavoro e del lavoro – Agrupación Ruiz Mateoscon distico incluso. Si’, anche meglio dell’episodio “Ti ho colpito, latte”.

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La formazione è stata attiva per cinque anni e si è presentata due volte alle elezioni generali, senza successo nonostante il promettente “lavoro per tutti”. La stessa cosa che ha promesso nel 1989, quando ha vinto due seggi al Parlamento europeo, insieme a slogan più controversi come il fascistoide “Spagna per gli spagnoli” o l’ironico “contro la corruzione e l’ingiustizia” – tenendo presente che José María Ruiz-Mateos è stato arrestato per evasione monetaria, frode e appropriazione indebita..

Non ce ne sono due senza tre?

Quando ero ancora presidente di Banesto, stavo già indicando le vie da seguire. Non ha mai avuto un capello sulla lingua e, nonostante fosse tra una spada e un muro, ha tirato la coperta e ha scoperto alcuni stracci sporchi del potere politico. E per cosa? Per difendersi da ciò che considerava “ingiusto”. E il fatto è che, nonostante i tribunali si siano pronunciati contro di lui in innumerevoli occasioni, Mario Conde ha sempre difeso che l’espropriazione della banca e il successivo processo giudiziario – che lo ha portato in carcere e lo ha ottenuto per un colpo di spiga – era una manovra politica orchestrata dai suoi nemici.

Anni dopo la sua brevissima prima visita ad Alcalá Meco, Pontevedrés ha deciso di alzarsi di fronte allo stesso José María Aznar alle elezioni generali del 2000, a capo del Parlamento europeo. Centro Democratico e Sociale. Tale fu la battuta d’arresto che il Conte dovette abbandonare la politica per un periodo di tempo per riprendersi…..

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Dopo una seconda volta in carcere, questa volta per quasi cinque anni, Mario Conde è tornato in carica nel 2012 con rinnovata energia. Tanto che decise di partecipare alla fondazione di una nuova festa, Società civile e democrazia. Con i principi dell’umanesimo cristiano come bandiera, cercò di mettere in tasca l’elettorato galiziano nelle regioni autonome di quello stesso anno, ma ancora una volta si schiantò contro un muro di sfiducia e lasciò la coda tra le gambe.

Se guardiamo alle date (2000, 2012…..), arriviamo a una conclusione scarsamente scientifica: ci sono solo dieci anni per vedere Mario Conde di nuovo a capo di una festa. O romperà la tradizione e si presenterà ai prossimi europei? Di tanto in tanto.

Sì, il primo a destra è Correa e quello a sinistra è Luis 'el cabrón'.

Stesso cane con collare diverso

Francisco Correail principale leader di Gürtel, non ha perso l’occasione di fare e disfare a volontà, o almeno provare, creando il proprio partito. Nel 2007, ‘Don Vito’ ha cercato di contestare il sindaco di Majadahonda con il Partito Popolare, accogliendo nella sua candidatura l’ex sindaco Guillermo Ortega e la sua ex capo gabinetto, Carmen Rodríguez Quijano, moglie di Correa a quel tempo. Come sono finite tutte accusate o condannatePossiamo immaginare le loro intenzioni: volevano riconquistare il potere di continuare ad aggiudicare contratti alle aziende della rete corrotta. Un colpo da maestro, soprattutto per come l’hanno camuffato.

Il ‘cavallo di Troia’ è stato chiamato Majadahonda Corporation ed è nato con una serie di principi che non riusciva nemmeno a pensare di soddisfare. “Non farete speculazioni, né acconsentirete alle operazioni urbane nella vostra città.” Il primo comandamento e il primo peccato per mezzo del quale essi stessi andrebbero all’inferno. E, naturalmente, ce n’erano altri nove: “Non direte false testimonianze o mentirete ai vostri concittadini”, “Vi occuperete dei beni che appartengono a tutti”….. Quanto fariseo.

Inoltre, questa nuova formazione politica è nata con lo scopo di “comprare prosciutti, almeno quattro al giorno, durante le due settimane di campagna elettorale”. Non per quelli. E’ riuscito a convincere solo 183 elettori, lo 0,58 per cento dell’elettorato. Se avessero comprato le salsicce, forse avrebbero preso il controllo dell’ufficio del sindaco.. O almeno sarebbero stati più onesti…..

torrelodonti

Televisione vicini

Conoscete la storia del cacciatore cacciato? Beh, quello che e’ successo in Torrelodons è molto simile. Gli abitanti di questo villaggio delle montagne madrilene hanno sentito nella propria carne l’artiglio del potere, capace di corrompere il cuore più puro. E’ successo quando, stufi della gestione urbana del PP, i vicini di casa si organizzarono per assumere l’ufficio del sindaco.

Due consiglieri avevano denunciato le irregolarità del consigliere, Carlos GalbeñoUn gruppo di torri ha cercato di approfittare della crisi politica per prendere le redini del comune. E’ così che è nato il gioco. Vicini di Torrelodones (VxT)Nel suo primo appuntamento con le urne, ha ottenuto il 23,2% dei voti (più del PSOE) e ha fatto sedere quattro consiglieri nelle sessioni plenarie: due avvocati, un professore e un economista.

Se non menzioniamo tutti i loro nomi è perché non suonano un campanello d’allarme, ma sai chi era il numero cinque della lista? Non più e non meno di l’attore Toni Cantó, poi deputato di Ciudadanos (dopo il primo passaggio UPyD)E sai chi era al diciassettesimo posto? Il giornalista Juan Luis Cano. Si’, quello con la gommapiuma..

Il secondo è ancora in gioco, ma il primo aveva già lasciato la formazione nel 2011, quando Elena Biurrunil suo presidente, è diventato sindaco di Torrelodones dopo 24 anni di egemonia del PP. Aveva promesso l’oro e i Mori in materia di trasparenza, era diventato l’eroina dei grandi media ed era stato contato tra i protagonisti del famoso spot dell’Acquario, “Politici Straordinari”..

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Ma le elezioni sono passate e gli impegni cominciarono a venir meno. La sindaco avrebbe dovuto rinunciare all’auto ufficiale, uno spreco inutile, ma ha dimenticato che nei villaggi era tutto uguale. Si sa e finirono per inseguirla con il veicolo di cui si supponeva si fosse liberata….. E cosa hanno fatto? Lei è ancora oggi a capo del Concistoro, nonostante abbia perso l’appoggio dei suoi partner politici (PSOE e AcTÚa), essendo stata sconfitta da una questione di fiducia ed essendo a malapena sopravvissuta ad una mozione di censura.

piroscafo

Ideologia culé

“Per il pappagallo, non siamo così male!” Ora che le acque sono più turbolente che mai al Barcelona Football Club, è ironico ricordare le parole controverse dell’ex presidente culé, Joan Laporta. Li ha pronunciati nel 2008, due anni prima della fondazione Democrazia catalana, la formazione politica con cui ha colmato il vuoto interiore che avrebbe dovuto rimanere dopo aver lasciato la presidenza del Barça.

Non è stato il primo tentativo del leader del Cule di fare il salto in politica. Già nel 1996 Laporta è stata uno dei promotori del progetto Partit per la Independència, una formazione di cui faceva parte anche la giornalista Pilar Rahola. Democràcia Catalana ha condiviso due cose con Partit per la Independènciala loro lotta per la sovranità e gli scarsi risultati. Anche se è vero che almeno Democràcia è riuscito a sedere Laporta nel Parlamento e nel Consiglio comunale di Barcellona, che non è moccio di tacchino.

Ma e’ li’ che e’ rimasto. L’ex barcellonista ha deciso di non candidarsi alle elezioni regionali del 2012, dopo che i suoi piani per allearsi con il CER erano falliti. Aspirava ad arrivare troppo in alto e le sue ali sono state bruciate? Potete stare tranquilli: Laporta non ha pianto in un angolo. Oltre a rimanere consigliere, l’ex presidente Culé assicura che il suo progetto politico non ha fallito, ma “sta trionfando”. Dovremo credergli…..

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Questo gioco è una stronzata.

Dai set di Quattro al Congresso dei deputati, come Risto, ma dieci anni prima. Questo era l’obiettivo della Festa del malesserela formazione creata intorno alla “tarda notte” presentata dall’attrice e comica Eva mal di testa per competere nei generali del 2008. La candidatura, che doveva essere composta da 35 persone, è stata completata con i collaboratori del programma.

partidohacheAffinché nessuno sospettasse che si trattasse di un semplice trucco televisivo, il partito Hache Party è stato iscritto nel registro dei partiti del Ministero dell’Interno e ha condotto una campagna con l’ingegnoso slogan “ci sono molte partite senza un programma, ma c’è un solo programma con una partita”.. Lo scherzo è durato fino a tre giorni prima delle elezioni, quando hanno annunciato il loro ritiro dalla corsa elettorale. Hanno detto di temere, anche se “i sondaggi hanno dato loro poche possibilità”, che Eva Hache avrebbe ottenuto il suo posto al Congresso e avrebbe dovuto fare a meno di lei.

Quindi il partito Hache è stato l’ultimo della circoscrizione di Madrid con 0 voti. Tutta ironia e parte dello show televisivo. Uno “spettacolo” che, tra l’altro, abbasserebbe i ciechi qualche mese dopo. Forse per aver deluso i vostri elettori?

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Corruzione a Marbella

Presumibilmente il GIL (Gruppo liberale indipendente) era una “terza via” tra il PSOE e il PP, ma, se lo chiedete per strada, sentirete piuttosto che era una scorciatoia di chorizos. O meglio, per usare le parole del suo fondatore e leader populista, Jesús Gil, alcuni “facinerososos”. Lo dicono i giudici. Sia l’ex presidente di Atleti, che ha trascorso diverse volte in prigione, sia il suo successore in carica, Julián Muñozmeglio conosciuto come ‘Cachuli’, coppia della Pantoja o il sindaco di sacchi della spazzatura pieni di banconote.

prostituteLa formazione ha dovuto essere sciolta nel 2007, incapace di candidarsi alle elezioni comunali dopo la fine del 2007. le innumerevoli irregolarità commesse di fronte al Municipio di Marbellache è stato corrotto per quattro mandati consecutivi. Hanno anche governato a Ceuta, Chipiona, Estepona e in altre sette località, e hanno anche cercato di attaccare il Congresso sul retro di Imperioso, il famoso rocín del candidato. Fortunatamente è solo una metafora e, per fortuna, non hanno ottenuto un posto a sedere (o due, per i gemelli, se Gil e Gil si sono seduti).

Ti sorprende ancora che sia scomparso? Non si può sapere che alla fine del 2005, secondo il Ministero del Lavoro, i concistori regolati dal GIL erano responsabili di più della metà del debito dei comuni spagnoli con il Tesoro e la Previdenza Sociale. Non e’ niente….. ma questo non e’ il peggiore. La cosa peggiore è che l’inno della partita è stato il Conto alla rovescia finale d’Europa, meglio conosciuto nei pagamenti di Marbella come il “tiroriro”. Aveva intenzione di candidarsi anche per l’elezione al Senato Galattico? Non lo sapremo mai.

Con informazioni da El País (e 1, 2, 3, 4), El Mundo, Europa Press, Diario Crítico, Burbuja.info, El Punt Avui, ABC e 20 Minutos.. Il quadro principale è uscito dal 99% di Indignant Humor.

“BONUS TRACK”: Il re di Spagna che ha mandato gli spagnoli a sferrare colpi.

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Abbondante:

Il miglior regalo per il Re Campechano: un film (non autorizzato) sulla sua vita

-Il buffone che regnava 15 giorni perché il suo re non leggeva quello che firmava.

-L’incubo di Darwin: i peggiori esempi della famiglia borbonica.

Tags: Majadahonda Corporation, Correa, Catalan Democrazia, Eva Hache, Gruppo Liberale Indipendente, jesús gil, Joan Laporta, Mario Conde, Partido del Trabajo, Partito Hache, partiti, politica, Ruiz-Mateos, Società Civile e Democrazia, Toni Cantó, Vicini per Torrelodones, Yola Independent Liberal, Società Civile e Democrazia, Toni Cantó, Vicini per Torrelodones, Yola Independent Liberal



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