l’Europa dei ninis, non studia né funziona

Mappa: l’Europa dei ninis, né studi né opere

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Strambotico

Ilninis“i giovani che non studiano e non lavorano, raggiunsero i giovani che non studiano e non lavorano. 2012 la cifra agghiacciante del 50% dei bambini sotto i 24 anni in Spagnaanche se il loro numero è sceso a milioni di persone entro il 2018, più donne che uomini, secondo i dati della INE analizzato da L’Economista.

Tuttavia, come si può vedere dalla mappa prodotta daL’Ordine Mondialer , la prevalenza di “ninis” varia enormemente tra le diverse regioni della Spagna….. e l’Europa. Nell’Europa centrale e settentrionale il fenomeno dei “nini” è quasi marginale.Colpisce appena il 10% dei giovani, ma diventa endemico nel sud e nell’est dell’UE, con una particolare incidenza nel sud e nell’est dell’UE. Italia meridionale, Grecia e BulgariaPiù di un terzo dei giovani dai 18 ai 24 anni non studia né lavora.

In Spagna le differenze sono notevoli anche tra Andalusia ed Estremadura (dove un quarto dei giovani appartiene alla categoria “nini”) e la metà settentrionale, dove supera appena il 10%. Il I Paesi Baschi sono l’unica isola “verde all’interno della mappa, anche se è la comunità autonoma dove la percentuale di “ninis” è aumentata di più nel 2018: quasi il 10% in più.

Come si spiega il fenomeno dei “nini”? Come spiegato Angelo G. Lobogeografo e autore dell’interessante blog L’Ordine Mondiale,

“Quei luoghi con uno sviluppo economico più fragile hanno tassi più alti di ninis; dove il livello di disoccupazione strutturale è più elevato è correlato anche con i giovani che non studiano e non lavorano; laddove il sistema educativo funziona peggio – per ragioni diverse – fa aumentare il tasso di ninis.

Lobo contrasta con la mappa del L’Europa dei “ninis” con quest’altra dell’insuccesso scolasticoi cui risultati sono praticamente tracciati:

“I livelli di insuccesso scolastico in Europa sono praticamente una copia carbone di quei luoghi dove la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano è maggiore o minore. L’Europa mediterranea e alcune aree continentali orientali sono le peggiori regioni periferiche, mentre il centro dell’Unione, dal Baltico all’Austria, presenta livelli bassi in entrambe le variabili.

Visto in L’Ordine Mondiale. Con informazioni da L’Economista.

“BONUS TRACK”: La mappa napoleonica che ha dinamizzato le nazionalità storiche

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Tags: Andalusia, L’Ordine Mondiale, Spagna, Spagna, studi, Europa, Estremadura, Estremadura, Italia, mappa, ninis, Paesi Baschi, disoccupazione, UE, Europa, Estremadura, Europa, Estremadura



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