“E’ come in un film di Hollywood.”

Una ‘influencer’ posa davanti ai disordini di Barcellona: “E’ come un film di Hollywood”.

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Francesco Lontano

I social network stanno squillando per la foto pubblicata dall’instagramer russo. Elena Rybalchenko (Fitness del seno) usando le rivolte di Barcellona come sfondo. Davanti e dietro, a destra e a sinistra, si sentono le esplosioni e gli elicotteri, il suono delle sirene….. Barcellona in fiamme”. E’ come in un film di Hollywood!può essere letto (se si capisce il russo) nella sua ultimo e criticato post di Instagram.

Il ‘influencer’ russo, che ha 706.000 seguaci, posa “con un maglione a collo alto, catena d’oro, jeans tritati e capelli lunghi recentemente pettinati davanti a uno dei falò che bruciano Barcellona in questi giorni”.

Il post ha trasceso i suoi più di 700.000 seguaci in Instagram e in Instagram. ha enervato allo stesso modo su Facebook e Twitterdove la foto russa è diventata un meme. Per mema: “Se vuoi aiutare, non trasformare la violenza in qualcosa di fresco. Per noi è un insulto che si pongono così,” dice un utente catalano di Instagram. “Un po’ piu’ vicino al fuoco sarebbe meglio”, cime di un altro.

“Quando pensi di non poter superare i limiti del ritardo. Fitness del seno“, sottolinea Sergio Garcia su Twitter:

La cosa più cruenta è che Rybalchenko non è l’unico turista che ha approfittato dei disordini di Barcellona per dare un tocco di emozione alle loro storie. Vice Spagna salva la foto condivisa da alcuni gay che si definiscono “vichinghi anti-sistema” per illustrare un post che denuncia “I turisti stanno facendo foto per Instagram con le rivolte di Barcellona”.. Il testo applaudito di Ana Iris Simón c’e’ scritto cosi’:

Visualizza questo post su Instagram

“Immaginate di essere un turista che ha salvato per mesi e di essere oggi a BARCELLONA :((“. L’influenza di Pelayo lo ha twittato e lo ha twittato ieri, in uno dei giorni più fottuti a Barcellona in particolare e in Spagna in generale negli ultimi anni. Lo disse, probabilmente, dopo aver immaginato se stesso a El Prat, cagando sulla puttana per non essere riuscito ad arrivare in tempo al cocktail che doveva fare nelle storie facendo come se si stesse divertendosi a guadagnare un po’ di soldi. Lo diceva, probabilmente, rammaricandosi quando pensava a Barcellona senza poter andare alla Barceloneta per farsi scattare una foto al tramonto, o su qualche tetto da cui si vede la Sagrada Familia. Mettersi al posto dell’altro, scopare, fare un esercizio di empatia, che si è stupiti di affinare tutto. Ma i turisti, che possono sempre – possiamo, perché siamo tutti – essere peggiori, hanno continuato a dargli una lezione. Ieri, su Twitter e Instagram, foto e video di turisti che hanno approfittato del fumo e del fuoco, del caos e della rabbia per decorare le loro storie erano in esecuzione. In una di esse una ragazza si avvicinò ad un falò e pose con la testa leggermente inclinata di lato, mentre un uomo, probabilmente il suo partner, le diede una retroilluminazione sicuramente molto bella. In un’altra foto, un gruppo di bambini ha posato davanti ad un altro falò come se fossero un clic di uno straccivendolo. La copia diceva “vichinghi anti sistema” ed era accompagnata da hastags come #housemusicdj #deephouse, #techno e #barcelona. La rivoluzione sarà una buona impostazione per Instagram o non lo sarà. E i turisti che ieri a Barcellona hanno scattato foto sono il riflesso di quello che siamo diventati: il bambino Teo, quello dei libri per bambini che aveva i capelli ricci. Siamo, ovunque andiamo, come Teo, consumatori di esperienze vuote, semplificate e innocenti: se andava al circo andiamo al Barcellona dello “Tsunami Democràtic”. Se andava all’ospedale, andiamo a fare un viaggio di volontariato per raccontare storie con i bambini neri. E la nostra esperienza di tutte queste esperienze ha in molte occasioni, come i libri di Teo, un sacco di immagine e un sacco di colore. Ma con pochissimo testo. @anarcoirisimon #vice #vice #vicespain #SentenciaProces #tsunamidemocràtic

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La rivoluzione sarà una buona impostazione per Instagram o non lo sarà. E i turisti che ieri a Barcellona hanno scattato foto sono il riflesso di quello che siamo diventati: il bambino Teo, quello dei libri per bambini che aveva i capelli ricci. Siamo, ovunque andiamo, come Teo, consumatori di esperienze vuotesemplificato e innocente: se andava al circo andiamo alla Barcellona dello “Tsunami Democràtic”.


Visto in Instagram. Con informazioni da Yasss (di cui abbiamo rubato il titolo)Vice Spagna e Icona.

Altri fumetti:

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