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L’artista che progetta gioielli per aggirare i sistemi di riconoscimento facciale

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Francesco Lontano

Il futuro dell’ipervigilanza anticipando”.Specchio nero E’ gia’ qui. L’anno scorso, il sistemi di riconoscimento facciale in Cina ha permesso alla polizia cinese di individuare e trattenere un uomo. latitante dalla giustizia tra la folla di 50.000 spettatori. Tutti cinesi, attenzione. Il detenuto “non ci si aspettava di trovarsi in mezzo a tante persone”, ha detto la polizia cinese ufana.

La sofisticazione e la precisione dei sistemi di sorveglianza cinese sono ben noti in tutto il mondo. Manifestanti di Hong Kongche hanno l’abitudine di andare indossare maschere, occhiali e caschiper proteggere la loro identità dalle migliaia di telecamere che proteggono (e riconoscono la città). I partecipanti alle proteste usano anche puntatori laser per “accecare” le telecamere di riconoscimento facciale.

Foto Laurel ChorGetty Images.

Ma i sistemi di riconoscimento facciale non sono in voga solo per perseguitare e reprimere le proteste delle autorità. Viene utilizzato anche da aziende quali Facebook (DeepFace), Apple o Amazon per migliorare il profilo dei tuoi utenti o addirittura anticipare i loro desideri. Amazzone ammette che il suo software Riconoscimento può analizzare il gesti di paura, sorpresa o rabbia dei vostri clienti attraverso la webcam.

Questo panorama è quello trovato dall’artista polacco Ewa Nowak quando si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Varsavia nel 2017. Insieme all’artista Jaroslaw MarkowitzNowak ha fondato lo studio di design industriale NOMAcon l’idea esplicita di generare prodotti per salvaguardare la privacy delle persone.

Nowak ha creato una linea di “gioielli facciali”. progettato specificamente per per superare i sistemi di riconoscimento facciale. Uno di questi pezzi incorpora cerchi di ottone che coprono le guance, così come una banda dello stesso materiale che copre la fronte. I fili permettono di indossare il pezzo appeso alle orecchie, come se si trattasse di un paio di occhiali.

Maschera trasparente per la vista umana, invisibile per le telecamere.

La maschera riesce a bloccare i sistemi di rilevamento facciale, che si basano sul gioco di luci e ombre del volto di ogni individuo per disegnare un profilo unico della persona. Nowak è stato ispirato da alcuni Occhiali LED creato dall’Istituto Nazionale di Informatica del Giappone con lo stesso obiettivo: trovare sistemi di riconoscimento facciale. Se nel design giapponese la funzionalità e l’efficienza tecnologica sono di primaria importanza, l’alternativa di NOMA è eleganza e bassa tecnologia.

E’ ovvio che I gioielli di Nowak non sono molto “indossabili”.ma è che il solo atto di portarli per strada è un atto politico in sé. Il punto è proprio quello di “generare consapevolezza” sull’ipervigilanza, come spiega il professore d’arte Henry Navarro in un rapporto di Ardesia: “Parte dello scopo è quello di rendere le persone che normalmente non ci pensano, consapevoli del fatto che queste tecnologie sono là fuori e che vengono osservate.

Un altro dei disegni di Nowak è ancora più provocatorio: si tratta della maschera “Incognito”coperta interamente da specchi triangolari che danno alla macchina fotografica il proprio riflesso.

“Il punto è che quando si cerca di passare inosservati dalle telecamere, si attira l’attenzione delle persone, come giornalista di L’Atlantico Robison Meyer. Meyer ha trascorso un mese indossando camuffamento anti-rilevazione nella sua vita quotidiana per un report-esperimento nel 2014. Meyer si truccano ogni giorno con motivi geometrici. in faccia ispirato alla cosiddetta “computer vision abbagliare” (abbagliante computer vision) dell’artista americano Adam HarveyLui e la sua collega Ewa Nowak sono preoccupati per l’invasione della privacy da parte dei sistemi pubblici di riconoscimento facciale.

I disegni di Harvey sono basati sulla tecniche di camuffamento che sono stati utilizzati dai contendenti nella gara di due guerre mondiali per nascondere le loro navi al nemico, imitandone le dimensioni e i movimenti.

Esempi di trucco CV Dazzletratto dal libro ‘Look Book’, di Adam Harvey.

La guerra del futuro (che è il presente) non è più risolta nelle trincee ma nell’uso dei dati e nel controllo della popolazione attraverso sofisticate tecniche di riconoscimento facciale e grandi dati.

Maggiori informazioni in NOMA.

Visto in Torna a ora. Con informazioni da Notizie Abaco, Gizmodo, Ardesia, L’Atlantico y Fast Company.

“BONUS TRACK”: La natura morta della polizia come una delle belle arti

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