dieci vecchi “best-seller” che non potevano mancare in nessuna casa

Cierra Círculo de Lectores: dieci vecchi “best-seller” che non potevano mancare in nessuna casa.

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Francesco Lontano

Venditrice del Reader’s Circle. Foto Posta.

Era solo questione di tempo: Il pianeta ha chiuso il cerchio dei lettori cinque anni dopo l’acquisizione della società dalla società tedesca Bertelsmanil suo proprietario originario. Per la memoria rimangono i suoi venditori porta a porta, la sua rivista in carta piena di titoli improbabili, destinata a quell’aspirante lettore che, per la prima volta, ha fatto di tutto per la prima volta. Odia leggere. ma, allo stesso tempo, considera di buon gusto esibirsi nel salone.n due scaffali di romanzi e un’enciclopedia.

Uno sguardo alle biblioteche dei nostri padri rivela quasi sempre una sorprendente unanimità di titoli e autori, prova affidabile di una cultura omogenea e senza crepe, tipica di un regime monolitico. Nei loro scaffali non possono mancare un paio di premi Planeta, qualche romanzo di Antonio Gala, di Vizcaíno Casas. ovvero Vázquez Figueroa e, anche per i più audaci, qualche titolo di progre, tipo Juan Marsé o Vázquez Montalbán. Il tutto affiancato dal Enciclopedia Espasa Calpe y Tuo figlio.dell’inaffidabile Dottor Spock.i cui consigli non circoncisi siamo riusciti a sopravvivere.

Servire come tributo postumo all’antico Circolo dei Lettori questa cima di libri che non poteva mancare in nessuna casa.

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Madrid, costa Fleming’, di Ángel Palomino

Cominciamo questo breve tour con un titano di lettere spagnole, un tipo così affezionato al regime da essere più pakistano di Paco. Quante copie vendute a Palomino del suo “Madrid, costa fiamminga”.un romanzo che compete in popolarità con la Bibbia sugli scaffali del tardo franchismo? E, cosa piu’ importante, qualcuno ha mai letto il libro Marras? Si’, l’ha fatto, in una sola seduta, il simpar. Grace Morales in MondoBrutto, lasciamoci guidare dal suo saggio giudizio:

“Madrid, costa Fleming è il paradigma della letteratura. strass e il simbolo rustico e colorato dei moderni anni ’70 in Spagna’”. Per quanto riguarda Palomino, dice Morales, “è alla letteratura spagnola quello che il piatto culinario composto da sanguinaccio di riso, chistorra grigliata, due uova e patatine fritte e’ alla gastronomia popolare.”

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Los linglones torcidos de Dios”, di Torcuato Luca de Tena (1979).

Qui abbiamo il nostro Ken Kesey e il corrispondente “Qualcuno ha sorvolato il nido dell’aquila imperiale”: Torcuato Luca de Tenal’allora nipote del fondatore dell’ABC, ha rotto le classifiche di vendita nel 1979 con questo insolito poliziotto che corre in un manicomio e racconta le storie dei “loquitos” (le “linee storte” del titolo) dell’epoca. L’autore stesso ha trascorso 18 giorni in un frenopath per conoscere la follia nei suoi stessi neuroni. Non ha avuto un elettroshock miracoloso.

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La vida sale al encuentro”, di Martín Vigil (1960)

Veglia di Martino non era uno scrittore, ma un genere in sé. Più specificamente, il genere dei “giovani erranti che trovano rifugio sul volto di Dio”, per non dire altro. E’ di questo che si tratta. “La vita incontra la vitaCome la vita del romanziere stesso, che era sacerdote prima di uno scrittore e che amava essere sempre circondato dalla ragazza, mi capisci già.

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La thesis de Nancy”, di Ramón J. Sender (1962)

Mittente Ramon Jota compete a braccetto con Vázquez Figueroa da scettro del re spagnolo Stefano Renon tanto per il lavoro sul genere del terrore quanto per la sua vocazione di “bestseller da valanga”: al ritmo di due o tre titoli pubblicati all’anno, era una questione di tempo prima che qualche libro lo colpisse. Nel caso del Mittente, era quello divertente. La tesi di Nancy.. Ci sarà chi sostiene, con ragione, che comprare Sender con Figueroa è come paragonare Dio con uno zingaro. E avrà assolutamente ragione, perché ci sono prospettive per i farmaci con una letteratura migliore della trilogia di Yaiza.

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Yo, el Rey”, di Juan Antonio Vallejo Nájera (1985)

Oh, il romanzo storico, che genere così diffamato da gafapastas eppure quanta gioia ha dato agli editori! Nel 1985 Javier Sierra era nei boy-scout e Dan Marrone non aveva ancora inventato il revisionismo cospirativo. Il medico Valle di Nájerail cui libro piu’ popolare fino ad allora era stato Introduzione alla psichiatria.ha vinto il Planet Award per questo romanzo di José BonaparteL’incompreso. Bottiglia Pepe. Negli anni ’80, il Premio Pianeta è stato distribuito quasi quanto le Pagine Gialle: 85.000 copie nella prima edizione? Non Harry Potter.

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La città della gioia”, di Dominique Lapierre (1985)

Dominique Lapierre passerà alla storia come l’autore di La città della gioia e come coautore di molti altri bestseller per mano della sua azienda. Larry Collins: “Oh, Gerusalemme” o “Burn Paris?. Non dirmi che non è scioccante avere un libro scritto a quattro mani. Questa pratica antinaturale può essere praticata solo da stranieri.

The City of Joy’ è stata una palla che è stata portata anche al cinema, con protagonista….. Patrick Swayze!

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I cipressi credono in Dio”, di José María Gironella (1952)

Se devi trovare qualcuno da incolpare per i film della Guerra Civile con protagonisti bambini con le orecchie sporgenti, José María Gironella ci vorrebbero un bel po’ di voti. La sua famosa trilogia che si apre con “I cipressi credono in Dio” raccoglie polvere da 50 anni sugli scaffali dei salotti di mezza Spagna. In quelli degli altri media (quello rosso), c’è la sua nemesi: la non meno indigesta trilogia guerra-civile di Angelo Maria de Lera: Le ultime bandiere et al.

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El dios de la lluvia llora sobre Méjico”, di László Passuth (1939)

L’epopea di Hernán Cortés e il suo plotone di stracciati Estremaduriani che riuscirono a sottomettere l’impero azteco fu romanzo con il singolare tino degli ungheresi. László Passuthdi cui si sapeva poco altro da queste parti. Ho letto il tochaco in 7 ° grado GBS (di propria iniziativama sono bloccato con la descrizione strappata di un’altra persona. Jaime Nogueraamico di casa:

“Mi ha preso per lo scroto e non mi ha lasciato fino a quando non l’ho finito fino all’ultima goccia. Viaggi, battaglie, tradimenti, sacrifici umani, sesso interrazziale. Quando avevo undici anni, non potevo chiedere di più”.

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Esodo”, di León Uris (1958)

Oggi, un libro di questo tipo dovrebbe essere rivestito di giornale o nascosto in un cassetto, ma, sorpresa, c’è stato un tempo in cui essere simpatizzanti del sionismo era un segno di progresso. Esatto, Esodo racconta magistralmente la genesi del Stato di IsraeleUna causa che all’epoca sembrava una buona idea e ha portato alla sindiós che tutti conosciamo.

Il adattamento cinematografico ci ha recitato dentro. Paul Newmanpiu’ bella di una St. Louis.

Il nome della rosa”, di Umberto Eco (1980)

Su carta Il nome della rosa. non sembrava che sarebbe diventato uno dei più grandi fenomeni editoriali di tutti i tempi, eppure….. l’appassionato poliziotto medievale interpretato da Guillermo de Occam posto il filologo italiano Umberto Eco tra le galassie della letteratura, ed eccola lì, 30 anni dopo.

Il nome della rosa. segna per me il confine del vecchio. Tutto ciò che è venuto dopo appartiene al “presente”, da Antonio Gala a Risto Mejide.

Rifiuta le imitazioni. Leggi l’originale: 23 vecchi bestseller che erano in tutte le case.

Con informazioni da El Mundo e Un rincón de libros e Verne, naturalmente, e la preziosa collaborazione dei miei cari genitori, Enrico y Alicee la sua meravigliosa biblioteca d’epoca.

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D’altra parte:

– “Se vince, la prima cosa che può fare è farci chiudere.”

– Colazione dei campioni: 59 spuntini, 8.000 calorie, senza condivisione

– Venti argomentazioni assurde usate da Maguffos per difendere le loro convinzioni.



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